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I costi dell'inattività?

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I costi dell'inattività?

Lo stile di vita sedentario, si sa, è associato a malattie e a morte prematura.

Uno studio effettuato su 44 ricerche ha rivelato che i soggetti che mantengono un ragionevole livello di attività, in particolare nella mezza età e nella terza età, hanno probabilità due volte maggiore di evitare una morte precoce e di contrarre malattie gravi rispetto agli individui sedentari. Gli effetti benefici per la salute sono simili a quelli che si ottengono evitando di fumare e l’inattività è attualmente riconosciuta come fattore di rischio di malattia cardiaca.

Ma cosa comporta tutto questo in termini economici? Oltre alle sofferenze causate dalle malattie e dalla morte, sia alle vittime che ai rispettivi amici e parenti, vi sono elevati costi economici in termini di assenza dal lavoro per malattia e assistenza sanitaria. La maggior parte degli studi in questo campo sono stati svolti negli USA, dove si stima che il 18% dei casi di malattie cardiache e il 22% dei casi di cancro al colon possano essere determinati dall’inattività. Si è accertato che, in media, le spese mediche per le persone attive sono inferiori del 30% rispetto a quelle di coloro che non svolgono attività fisica.

In Gran Bretagna, Paese che ha il più alto tasso di obesità in Europa (circa il 20% della popolazione, almeno in parte attribuibile all’inattività), si stima che il costo dell’obesità ammonti a 500 milioni di sterline, con 18 milioni di giorni di assenza per malattia all’anno.

Fonte: http://www.eufic.org/article/it/expid/basics-attivita-fisica/